A Natale siam piu' buoni,
tu sei pure un grande fico.
E siccome sei un amico
togliti quei pantaloni!
Note: stavo ripulendo il pc del lavoro e ho cancellato questo esempio di rima baciata ABBA che avevo scritto per mostrarla ai miei colleghi un giorno che stavamo ipotizzando di comporre qualche verso di augurio da mandare ai clienti. Mr. G. e' un nostro cliente che secondo me e' un concentrato di testosterone e da anni vado ripetendo ai miei colleghi che "mi turba" alquanto ;-). Loro comunque non hanno capito la raffinatezza dei versi succitati, ma non mi sarei aspettata nulla di diverso....a me invece piacciono e quindi eccoli qua. Che Dio mi preservi sempre la capacita' di ridere di me stessa e non mi faccia diventare come certe persone!
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venerdì 31 luglio 2009
martedì 7 luglio 2009
Carlotta

O Carlotta, o fortunata!
Non ancora abbandonata
dal marito ch'è un eunuco
che conosce solo un buco.
Lui le corna come un cesto
di lumache mette lesto
perché lei ce l'ha stuccata,
'chè così l'hanno educata!
A parole è tanto brava
dice d'esser una signora
ma l'ortografia poi ignora
e va in giro con la clava.
Alla figlia zoccoletta
lei, per farla stare zitta,
ha trovato un bel lavoro:
non fa un cazzo a peso d'oro.
Così al figlio viziatello
che ritiene ritardato
il diploma ha lei comprato
per sgravarlo di un fardello.
Or la laurea sta acquistando
per quel solito somaro
che per un destino amaro
troveremo un dì al comando.
E Carlotta si circonda
di questa genia immonda
che la sfrutta a tutto spiano,
ma baciandole la mano.
Lei s'illude d'esser bella,
una fica, giovincella,
e non vede ch'è una strega
che nelle sue rughe annega.
Poverina o mia Carlotta
mi faresti quasi pena
se non fosse per tua figlia...
grande figlia di mignotta!
..............................................
si ringrazia la mia sorellina londinese per avermi suggerito l'incipit :-)
Non ancora abbandonata
dal marito ch'è un eunuco
che conosce solo un buco.
Lui le corna come un cesto
di lumache mette lesto
perché lei ce l'ha stuccata,
'chè così l'hanno educata!
A parole è tanto brava
dice d'esser una signora
ma l'ortografia poi ignora
e va in giro con la clava.
Alla figlia zoccoletta
lei, per farla stare zitta,
ha trovato un bel lavoro:
non fa un cazzo a peso d'oro.
Così al figlio viziatello
che ritiene ritardato
il diploma ha lei comprato
per sgravarlo di un fardello.
Or la laurea sta acquistando
per quel solito somaro
che per un destino amaro
troveremo un dì al comando.
E Carlotta si circonda
di questa genia immonda
che la sfrutta a tutto spiano,
ma baciandole la mano.
Lei s'illude d'esser bella,
una fica, giovincella,
e non vede ch'è una strega
che nelle sue rughe annega.
Poverina o mia Carlotta
mi faresti quasi pena
se non fosse per tua figlia...
grande figlia di mignotta!
..............................................
si ringrazia la mia sorellina londinese per avermi suggerito l'incipit :-)
domenica 5 luglio 2009
Liquefatta in pozzanghera
grondante amore ti rifletto.
Resti dentro di me
come un anatema.
Nel silenzio tessuto di parole
proibite protettiva ti avvolgo.
Il tuo volto di uomo imbronciato
accarezzo con sguardo segreto.
E la vita mi scivola accanto
viscida biscia sgusciante
mentre ammiro ogni tuo movimento
come il sole al tramonto sul mare.
grondante amore ti rifletto.
Resti dentro di me
come un anatema.
Nel silenzio tessuto di parole
proibite protettiva ti avvolgo.
Il tuo volto di uomo imbronciato
accarezzo con sguardo segreto.
E la vita mi scivola accanto
viscida biscia sgusciante
mentre ammiro ogni tuo movimento
come il sole al tramonto sul mare.
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