Natale
E un altro Natale è
passato
e il povero è più
povero:
pagherà in venti
rate
i regali che ha comprato
per i figli viziati che
appena
lo hanno ringraziato, per
la cena
e per il pranzo avanzato
che domani verrà
gettato via.
Ma non ha prezzo
l'illusione
di non essere soli al
mondo,
di avere una famiglia da
televisione,
dove tutti sono felici e
cantano
le canzoni che parlano di
slitte
anche stando nell'altro
emisfero,
con la neve finta e il
caldo assassino
che fa sudare sotto la
barba di ovatta
il falso Santa Klaus che
celebrerà
il suo ultimo giorno di
lavoro
annegandolo in birra
scadente.
Domani quello stesso
Santa Klaus,
di nuovo indossati i suoi
panni di povero
verrà allontanato
dagli stessi bambini
che oggi gli siedono in
braccio per le foto.
E così sarà
per ogni immigrante peruviano
per ogni domestica
boliviana, per ogni povero,
una volta abbandonata
l'ipocrisia natalizia
e riprese le facce
arroganti del capitalismo.
E domani finirà
anche la tua recita
di padre,marito e figlio
modello
che intona in chiesa le
lodi del Signore
e poi, ubriaco del vino e
del suo ego,
allunga le mani su ogni
donna disponibile,
da rinnegare con l'alba e
l'oblio vigliacco.
Ma finché la gente
non sa nulla, non parla,
finché tutti
fingono di essere come li vogliono
finché il
confessore ci dirà che ci perdona
e che in fondo non è
stata colpa nostra,
finché potremo
giustificare la nostra crudeltà
col buon senso comune di
chi “benpensa”,
finché la
televisione ci canterà che dobbiamo
essere felici perché
siamo tutti più buoni,
finché il nostro
sacrificio di guardare al fratello
dovrà durare
solamente una notte e un giorno,
allora possiamo dormire
sonni tranquilli.
Domani ognuno sarà
un po' più solo
nella sua lotta per
sopravvivere.
Ma non sarà un
nostro problema..



