Quando lasciamo la speranza
ci avvermiciattoliamo
presi dalle spire ipnotiche
del nostro ombelico universale.
Strizziamo l'occhio -o gli inutili coglioni –
a fantasmi rosacei e sciropposi,
mentre il corpo reale imputridisce
nel fumo di frustrate sigarette.
Ci avvinghiamo disperati
a un dolore conosciuto
e lo alimentiamo vili
per paura che ci lasci.
Egoisti miserabili
e autocompiaciuti
schiumando la saliva
dell'autocompassione
tessiamo per noi stessi
un sudario da buffoni
di cui domani solo
incolperemo il fato.
23 Agosto 2010