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domenica 25 settembre 2011

orfana di un dolore conosciuto

J.W. Turner Declino di Cartagine


Orfana di un dolore conosciuto
vorrei tornare indietro, là
dove la tua ombra nascondeva
la mia vile inconsistenza.



domenica 28 agosto 2011

L'idolo delle donne

Col vocione modulato
il torace sviluppato
le gambette un po' cortine
le pupille birichine.

Con l'incedere ondulato
il sorriso patinato
come quello di una stella
pronta sulla passarella

quando passi tu le donne
si accartocciano le gonne
e commentano assai meste
con lo scuotere di teste:

”Quanto è bello! Com'è fico!
Io vorrei mi fosse amico!
Si è vestito oggi sportivo!
Mamma mia ma quant'è divo!”

Mentre indossi per turbante
il tuo ego straripante
tu le tieni tutte quante
in attesa trepidante.

Dalle labbra tue pendendo
ogni gesto tuo notando
per un tuo sorriso tutte
fanno quasi quasi a botte.

Per la penna tua felice
che descrive mirabilia
ogni femmina lettrice
ogni volta si strabilia.

Tu conosci le tue amiche
quello che a ciascuna dire
per poterla ben gestire
e coprirla di fatiche.

E' una dote, io ti ammiro
vorrei essere al tuo posto.
Soprattutto per scoparmi
il tuo fidanzato tosto.

sabato 8 gennaio 2011

Roccia di lacrime rapprese

Roccia di lacrime rapprese
contro i flutti del tuo dolore
passerò anche questa tempesta
levigata dall'amore per te.

Alla luce di un'alba lontana
porterò le mie gemme irrisolte.

Maggio 2010

commenti:
E nel riflesso dello specchio, nelle iridi stanche ma serene, rivedere il riflesso di una donna che soffriva per amore.

China su un bicchiere di vodka, stretto come l'ultima àncora, gli occhi piangono lacrime
alle quali non ha diritto.

Nella penombra di una casa non sua, cerca di dimenticare la voce di chi l'ha ferita una volta di più solo con la propria esistenza.

Ed è schiacciata dalla perenne assenza dell'uomo che ama e non è mai stato suo.
Lei sa che è suo dovere il silenzio, suo il dolore nascosto, dietro un sorriso accogliente.

Lei sa che non deve, lei sa che non può, lei sa che non riesce maledettamente a negargli il suo amore
incondizionato.

Lei sa che è sola, che è difficile spiegare, che è difficile capire perché ancora è lì
benché sia sbagliato, benché sia inutile
ma giusto.

E le note della solita canzone vibrano nella sua angoscia e lei china il capo rassegnata
a una sconfitta che pare eterna.....

....ma sotto un altro cielo quella stessa canzone racconta un'altra storia
e lei si stupisce di non provare più angoscia e capisce che quella donna ormai è solo un riflesso

che la forza prorompente della vita l'ha portata ormai avanti, che impossibile è il ritorno,
che già il suo silenzio è innecessario.

Che può raccontare la storia di una donna che già non esiste, se non nel riflesso
delle iridi stanche ma serene.

Tout passe, tout casse, tout lasse.....

Gennaio 2011