Como migas de pan amarillas
nuestros recuerdos guardamos
en una cajita de fosforos
para cuando vendràn tiempos malos.
Cuando viejos quedados sin hijos
nadie se ocuparà de nosotros
y estaremos contando sin voz
una vida que a nadie interesa
abriremos entonces la caja
para que los recuerdos librados
vuelen altos pegados a los muros
con las alas de una carcoma.
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mercoledì 29 dicembre 2010
sabato 20 novembre 2010
SANACION
Y de repente entendì
que ya no te necesitaba,
que no lograba contar
los dìas pasados sin ti.
Junto a mi idioma materno
tu recuerdo viril esfumaba
en el aroma crocante
de una empanada de pino.
Y el Panteòn se confunde
en la Plaza de Armas florida
otra voz acompaña mis sueños
con las notas de una ranchera.
Esta yegua de vida que queda
la agarré por el pelo luciente:
ahora sigue domada el camino
que me ve una mujer liberada.
que ya no te necesitaba,
que no lograba contar
los dìas pasados sin ti.
Junto a mi idioma materno
tu recuerdo viril esfumaba
en el aroma crocante
de una empanada de pino.
Y el Panteòn se confunde
en la Plaza de Armas florida
otra voz acompaña mis sueños
con las notas de una ranchera.
Esta yegua de vida que queda
la agarré por el pelo luciente:
ahora sigue domada el camino
que me ve una mujer liberada.
Etichette:
Carmina Burina,
sperimentazioni spagnole
sabato 25 settembre 2010
La speranza stirava le membra
La speranza stirava le membra
pigramente svegliandosi al sole
e il mughetto fiorito intonava
il peana della vita senza te.
Rotolavano i sogni accatastati
come i cubi del Lego da bambina
e quel vuoto che avevo temuto
si tingeva di promesse allettanti.
E ogni volta risuona la tua voce
melodiosa nella bocca di un altro
a suggello come busta di cellophane
del mio amore per te senza fine.
Un elastico stretto alla vita
come per il cane la catena
mi trascina ineluttabile
al palo della solitudine.
pigramente svegliandosi al sole
e il mughetto fiorito intonava
il peana della vita senza te.
Rotolavano i sogni accatastati
come i cubi del Lego da bambina
e quel vuoto che avevo temuto
si tingeva di promesse allettanti.
E ogni volta risuona la tua voce
melodiosa nella bocca di un altro
a suggello come busta di cellophane
del mio amore per te senza fine.
Un elastico stretto alla vita
come per il cane la catena
mi trascina ineluttabile
al palo della solitudine.
giovedì 23 settembre 2010
L'età di Pericle
Il sangue divenuto Falanghina
la nuova era di Pericle festeggio
ridendo tra le lacrime obsolete
in faccia alla morte che seduce.
Rinuncia, sorella, alla speranza!
Non esiste quell'uomo che cerchi.
E l'unico che ti comprende
ama altro uomo da sempre.
Tu sei l'esclusa perenne.
Ma resta la devota Falanghina
e il fumo d'una cicca rabbiosa
amica fedele del fallimento.
Santiago, 20 settembre 2010
la nuova era di Pericle festeggio
ridendo tra le lacrime obsolete
in faccia alla morte che seduce.
Rinuncia, sorella, alla speranza!
Non esiste quell'uomo che cerchi.
E l'unico che ti comprende
ama altro uomo da sempre.
Tu sei l'esclusa perenne.
Ma resta la devota Falanghina
e il fumo d'una cicca rabbiosa
amica fedele del fallimento.
Santiago, 20 settembre 2010
lunedì 23 agosto 2010
Quando lasciamo la speranza
Quando lasciamo la speranza
ci avvermiciattoliamo
presi dalle spire ipnotiche
del nostro ombelico universale.
Strizziamo l'occhio -o gli inutili coglioni –
a fantasmi rosacei e sciropposi,
mentre il corpo reale imputridisce
nel fumo di frustrate sigarette.
Ci avvinghiamo disperati
a un dolore conosciuto
e lo alimentiamo vili
per paura che ci lasci.
Egoisti miserabili
e autocompiaciuti
schiumando la saliva
dell'autocompassione
tessiamo per noi stessi
un sudario da buffoni
di cui domani solo
incolperemo il fato.
23 Agosto 2010
ci avvermiciattoliamo
presi dalle spire ipnotiche
del nostro ombelico universale.
Strizziamo l'occhio -o gli inutili coglioni –
a fantasmi rosacei e sciropposi,
mentre il corpo reale imputridisce
nel fumo di frustrate sigarette.
Ci avvinghiamo disperati
a un dolore conosciuto
e lo alimentiamo vili
per paura che ci lasci.
Egoisti miserabili
e autocompiaciuti
schiumando la saliva
dell'autocompassione
tessiamo per noi stessi
un sudario da buffoni
di cui domani solo
incolperemo il fato.
23 Agosto 2010
mercoledì 14 luglio 2010
Seduta alla riva del mondo
Seduta alla riva del mondo
ogni foglia mi canta di te
nel silenzio di queste montagne
che celano crani sminuzzati.
Dove i sogni di tanti ragazzi
s'infransero sul piombo vigliacco
dell'imperialismo straniero
ora cresce quest'erba sfacciata.
Che ricopra il mio corpo straziato!
Ogni cellula grida il tuo nome
nel profumo di eucalipto e araucaria
aleggia perpetuo il tuo odore di uomo.
Curacavì, 28 giugno 2010
ogni foglia mi canta di te
nel silenzio di queste montagne
che celano crani sminuzzati.
Dove i sogni di tanti ragazzi
s'infransero sul piombo vigliacco
dell'imperialismo straniero
ora cresce quest'erba sfacciata.
Che ricopra il mio corpo straziato!
Ogni cellula grida il tuo nome
nel profumo di eucalipto e araucaria
aleggia perpetuo il tuo odore di uomo.
Curacavì, 28 giugno 2010
martedì 11 maggio 2010
Per Tommaso
(e per tutti noi figli)
Risuona nel torace
a morto la campana
del tuo dolore orfano
nell'eco dei singhiozzi
che vibrano nell'etere.
E mentre ti conforto
un po' mamma-bambina
mi chiedo dove vanno
quando muoiono i papà.
C'è un'osteria celeste
dove seduti in circolo
chiacchierano e sorridono
guardando noi di qua?
Noi che ci dimeniamo
tra le questioni aperte
stringendoci piccini
difronte all'aldilà.
Io credo che le stelle
nascondano il sorriso
di chi ci ha amato in terra
e ancora ci protegge.
E credo che noi piccoli
cadendo e rimbalzando
giungiamo un po' ammaccati
a scorgerne la luce.
Risuona nel torace
a morto la campana
del tuo dolore orfano
nell'eco dei singhiozzi
che vibrano nell'etere.
E mentre ti conforto
un po' mamma-bambina
mi chiedo dove vanno
quando muoiono i papà.
C'è un'osteria celeste
dove seduti in circolo
chiacchierano e sorridono
guardando noi di qua?
Noi che ci dimeniamo
tra le questioni aperte
stringendoci piccini
difronte all'aldilà.
Io credo che le stelle
nascondano il sorriso
di chi ci ha amato in terra
e ancora ci protegge.
E credo che noi piccoli
cadendo e rimbalzando
giungiamo un po' ammaccati
a scorgerne la luce.
lunedì 15 febbraio 2010
La cantante
Schiacciata sul palco
la voce vibrante
nell’ugola grassa
ti canto.
Truccata da bambola
come tu mi vuoi
vestita d’azzurro
immensa come il mare.
Come l’amore per te
mio dolce aguzzino
che m’abbandoni ogni volta
che t’innamori di un altro.
Balla questo seno enorme
su cui ogni volta ritorni
a cercare conforto materno
per un giovane che t’ha tradito.
E nell’asciugarti le lacrime
quando singhiozzi “Amica mia!”
si compie lo scopo essenziale
di questa mia vita sospesa.
Cantano le note profonde
la storia di un amore infelice
di cui sei tu solo l'autore
e io la sua misera attrice.
Scende una lacrima acuta
a mostrare al pubblico attento
che il vuoto continuo di te
non termina in una canzone.
la voce vibrante
nell’ugola grassa
ti canto.
Truccata da bambola
come tu mi vuoi
vestita d’azzurro
immensa come il mare.
Come l’amore per te
mio dolce aguzzino
che m’abbandoni ogni volta
che t’innamori di un altro.
Balla questo seno enorme
su cui ogni volta ritorni
a cercare conforto materno
per un giovane che t’ha tradito.
E nell’asciugarti le lacrime
quando singhiozzi “Amica mia!”
si compie lo scopo essenziale
di questa mia vita sospesa.
Cantano le note profonde
la storia di un amore infelice
di cui sei tu solo l'autore
e io la sua misera attrice.
Scende una lacrima acuta
a mostrare al pubblico attento
che il vuoto continuo di te
non termina in una canzone.
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