Ritorno a Comino
Con passi di danza leggeri sulla sabbia
candida cammino, intonando nell’aria
morbida e assolata un coro di vive cicale.
M’immergo in un mare materno
l’Oro e l’Azzurro cullo dolcemente
In un rarefatto stupore.
È lontana quell’ Assenza costante
Eco di altre, ataviche assenze.
Il suo martellare di piombo incessante
Ritmico, sempre uguale, da sembrare eterno.
Su quest’isola mia, riconquistata,
Canto un peana d’umiltà e saggezza
Faccio uno sberleffo irriverente
Torno a essere bambina.
Roma, 8 Luglio 2017