M’insinuo tra le pietre calcaree
marcando con scie di Magnolia
laddove la mia parte felina
ogni odore familiare conosce.
Modifico la strada che conduce
al luogo che sempre fu mio:
altri visi, più stanchi, stiracchiano
un rugoso ma indomito saluto.
Risuona nel porto silenzioso
l’eco di antiche risate.
Un gabbiano mi porta una promessa.
La barca in attesa mi ammicca,
pronta a balzare di nuovo.
E nel riverbero dell’acqua tranquilla
azzurreggia un sorriso infinito.
Valletta, 6 Maggio