Translate

giovedì 28 maggio 2009

La ballata di Topuffo



Andreazzo Andreazzo
dirigente un poco pazzo
che usa come ali
le sue orecchie eccezionali.

E' bassino, magrolino,
assomiglia a un topolino,
se non fosse per il naso,
che è grande come un vaso.
Ha le occhiaie fino al mento
e la faccia da scontento.

Se ne va per la città
con la cara Puffettina
che a mettersi con lui
è stata una cretina.

E' una donna un po' fatale
(che a volte è un animale)
e ha reso il principale
di Andrea un gran rivale.

E Giacinto bello bello
che un casino vuole fare
per dar retta al suo cervello
or la SIP fa affaticare.

Giacintaccio Giacintaccio
come osi maltrattare
Andrein ch'è già uno straccio?

Lascia stare quel puffetto!
O mio povero angioletto!
Che riesce a sopportare
Puffettina ed il suo fare.

Anche lei però è bravina:
tiene stretto il suo puffetto
come una certosina
senza neanche andarci a letto...

Qui la storia non continua:
troppo triste diverrebbe.
E l'ingrata Puffettina
di sicur mi ammazzarebbe.


Sempre la stessa storia. Puffettina inizia una relazione con Andrea (tormentata dalle gelosie del suo capo Giacinto, che le fa duecento telefonate al giorno per controllarla) e me lo descrive come somigliante a Marlon Brando. Poi me lo presenta ......:-))))
Ah l'amour! 2

Fanaletto


Fanaletto, Fanaletto,
non sei mai andato a letto
con nessuna, sei un pupetto
e chi t'ama poveretto.

Vivi solo per gli studi
non sai che cos'è il piacere
ma anche in quindici minuti
io ti farei godere.

Hai paura dell'amore?
Su non fare il ragazzino!
Or sarebbe pure ora
che usassi il “fanalino”!

Se mi guardi con quei “fari”
il mio cuor balla contento
e imitando Mata Hari
io un giorno ti violento.

Non parlarmi di Latino,
brutto pezzo di cretino!
Su, non dirmi che Platone
ti procura eccitazione!
E nemmeno che l'orgasmo
lo raggiungi con Erasmo!

Forza bello! Avanti! Dai!
Che non muori se lo fai!
Vieni qui, dammi la mano...
Per il resto poi vediamo....

Quando ero al ginnasio m'infatuai di questo giovincello di belle speranze, la cui peculiarità erano due grandi occhi azzurri. Lui passava la maggior parte del tempo a studiare, ascoltando musica classica e io a cercare di metter pace tra gli ormoni impazziti ;-)

Pierino la Talpa




Pierino Pierino
cantautore burino,
castano, quasi roscio,
“sembri” solo molto moscio.

E' tozzo, rozzo,
dotato di gozzo,
e porta un par d'occhiali
per le talpe eccezionali.

E Rosetta, cretinetta,
per amore si diletta
e attaccata alla cornetta,
Giampierino ancora aspetta.

Giampiero Giampiero
tu sei diventato altero
da quel giorno sfortunato
in cui un disco hai pubblicato.

Ma ora smetti per favore!
O per forza o per amore.
Tu non sei certo un “signore”
e nemmeno un trovatore.

Quando ero al liceo, una mia compagna si era infatuata di questo sedicente bardo, che credo abbia pubblicato solo un disco....Lei penso fosse una delle sue 5 fans e, non so come, aveva trovato il numero di telefono di Pierino la Talpa. Lo chiamò più volte finché lui le diede un appuntamento al quale non si presentò mai, per fortuna della mia amica ;-))

Peppone (the Black Russian)



Peppone Peppone
fottutissimo coglione
o t'è preso un coccolone
o sei proprio uno stronzone.

Se tu quando a casa stai
il tam tam sempre userai
non è scusa e tu lo sai
per non telefonar mai.

Forse pensi, o forse no,
che io sempre a casa sto,
da far niente tanto ho
e una vita aspetterò.

Ma ti sbaglio Giuseppazzo,
comunista da strapazzo:
tu mi hai proprio rotto il cazzo
e io prima o poi t'ammazzo.

E se incontro un bel biondone,
fottutissimo Peppone,
io ti metto all'occasione
un bel paio di cornone.

Mangia pure il tuo montone
brutto idiota d'un bestione:
t'auguro un'indigestione
con un gran cacarellone.

E se poi tu vai a Parigi,
io ti dico già da oggi:
“Lega al collo un bel sassetto!
Nella Senna fai un bagnetto!”

Se tu a Mosca poi rimani,
io ti dico da domani:
“Chiedi un sercio alla Ivanova!
Tuffati nella Moscova!”

Farà freddo, gelerai,
forse ti raffredderai,
ma questo non sarà mai,
così brutto, lo vedrai,
come quel che passerai,
se non telefonerai.



Poi ha telefonato.....:-)))

Armandino



Armandino Armandino
ingegnere un po' cretino
con la barba a pizzettino
la cravatta a farfallino.

Armandone Armandone
con il culo a panettone
col tabacco a pantalone
e la bocca col dentone.

Armandotto Armandotto
con la bocca a passerotto
non si compra più il cappotto
dal lontano sessantotto.

Armandazzo Armandazzo
con la faccia da...strapazzo
la vocetta da ragazzo
e il sorriso da pagliazzo.

Sempre tanti anni fa, una persona a me vicina si era innamorata di questo Armando e me ne parlava come di un Adone. Un giorno, emozionatissima, me lo ha presentato e io mi sono trovata davanti un ometto vestito da clown che si avvicinava saltellando e sculettando....Ah l'amour!!!! :-))

La nostra stella

Ho visto la nostra stella
suicidarsi, gettandosi
nel mare profondo
oltre l’orizzonte.

E il vento di Scirocco
ha spazzato via tutto
riempiendomi gli occhi
di sabbia acuminata.

Sale sulle labbra e lacrime
il silenzio assoluto mi avvolge
urlando parole non dette
promesse non mantenute.

Ode al Tarakano




Tarakano Tarakano
se t’incontro sul divano
io ti schiaccio con la mano.
Se tu sei nel lavandino,
Tarakano birichino,
io ti ficco nel budino
che poi porto dal postino.

Se sul muro io ti vedo,
Tarakano di Toledo,
o in mezzo alle stoviglia,
Tarakano di Siviglia,
io ti riduco in poltiglia.

Marroncino, pelosetto,
che fa “ciao” con le antennine,
sei caduto dentro al letto
di due stupide vicine:
han gridato, bestemmiato,
e mi hanno anche svegliato,
ma quando t’abbiam beccato
sei rimasto tu fregato…

Questo e' uno dei miei preferiti. Il Tarakàn (scarafaggio) e' una sorta di eroe nazionale russo (lo troviamo citato anche in Gogol') e infestava in quei tempi lontani la casa dello studente nella quale abitavo a Mosca. Ho condotto per 6 mesi una lotta tremenda contro di lui, ma alla fine ho perso e gli ho lasciato le chiavi della camera :-)

Un pesce di nome Giona






La gentil donzella Giona
quella grande invidiosona
quando incontra una persona
non ha un’influenza buona.

Se simpatica le stai
forse te la caverai
se per terra non cadrai
o non ti sfracellerai.

Se lei pensa a te con rabbia
mettiti sotto la sabbia:
meglio li’ che sotto terra
o in mezzo ad una guerra.

Se ti guarda con invidia
lei, pervasa dall’accidia,
dille che stai molto male
o finisci all’ospedale!

E stai zitta, non le dire,
se non lo vuoi far morire,
che ti piace un bel pischello
o gli casca il suo “gioiello”!

Questa Giona fortunella,
messa dentro una scodella
l’han servita in maionese
come “pesce alla scaurese”.

Sempre tanti anni fa, conoscevo questa simpatica donzella fissata con l'esoterismo, del segno dei Pesci, che portava un po' sfiga :-)

Pino il ballerino



Pino Pino Pino
grande “vate” ballerino
che vuol fare il damerino
pero’ parla un po’ burino.
Stai attento al tuo codino
prima di fare il cretino
urlando da babbuino
se io sbaglio un passettino.

Pinazzo Pinazzo
che va in giro col codazzo
pieno di teste di cazzo
e un amico ch’e’ un pupazzo.
Letterato da strapazzo,
ogni tanto ti fa un pezzo,
saltellando come un pazzo,
quasi fosse un intermezzo.

Pinello Pinello
quando sbrocchi non sei bello
fatti pure uno spinello
se t’aiuta a star tranquillo.

Siete proprio un bel gruppetto
pronto per il gabinetto
tu, la “Elmi” e il tuo amichetto
Ondaflex con il Nanetto
con l”Ornella de borgata”
e la cozza pseudo-fata,
con la Scopa-ballerina
con l’amica Vecchiettina
e il marito ch’e’ una frana.
E che dire di Germana
che un olezzo serio emana?

Altro qui non voglio dire
il ph e’ sceso troppo
e se Dio mi vuol punire
mentre ballo io m’azzoppo.

Tantissimi anni fa avevo appena inziato a frequentare un corso di salsa e all'epoca il maestro era severissimo e anche un po' isterico: se sbagliavi un passo ti faceva delle cazziate da paura, tutto rosso e con le vene del collo che scoppiavano. Attorno a lui si raduvano strani personaggi, piccoli aspiranti Toni Manero, assai buffi. Devo dire che a distanza di anni, ho imparato ad apprezzare gli insegnamenti di questo maestro (tra un cazziatone e l'altro gli riconosco il merito di avermi insegnato molto) e ho poi scoperto che negli anni e' molto cambiato, in meglio. Bravo!

Poesia di buon vicinato

Limonata avvelenata
ai gemelli “spaccarelli”,
al cianuro i salatini
per vicini canterini,
un pallone con la bomba
per i nonni che son rimba,
la chitarra per supposta
al papa’ che urla apposta,
alla figlia Valentina
botte sera e la mattina
come pure alla cugina
che con quella sua “vocina”
schianta ormai ogni pallina.

Tutti gli altri che son tanti,
se li godan pure i santi…

Sabaudia 1995

Immaginate un torrido pomeriggio estivo, subito dopo pranzo, una stanza da letto con le persiane socchiuse, il silenzio interrotto solo dalle cicale, che con il loro verso ripetitivo vi accompagnano tra le braccia di Morfeo.....e all'improvviso questi rompicoglioni tra chitarre, canti, schiamazzi, pianti e quant'altro. Tutti i santi pomeriggi!!!!!

Ritrovamento archeologico

Questa mattina, mentre ravanavo nei cassetti alla ricerca di una cosa che non ho poi trovato, come da copione, mi e' saltato in mano il mio libricino di poesiole dell'era antidiluviana. A parte che sto ridendo a crepapelle per le cose scritte nell'adolescenza e post adolescenza, il fatto positivo (per me) e' che ho ritrovato tutta una serie di Carmina Burina che davo ormai per perduti. Li sto rivisitando e li pubblico man mano, corredati da un po' di esegesi. :-) Ho anche trovato altro materiale interessante, cui dare una ripulitina ;-)

venerdì 22 maggio 2009

Senza la tua figura

Il caldo della notte
di maggio senza stelle
suona sulla mia pelle
un inno alla tua assenza
e col sudore scioglie
per sempre la tua essenza.

Che sara' senza la tua figura,
conforto mio fraterno
contro ogni tradimento,
delusione o puro inferno?

La tua bionda siluetta
ricordo con rimpianto
il tuo sapore forte
che saziava il palato.

Ma ormai ti ho abbandonato
e spero sia per sempre
eterea mia compagna,
sorella sigaretta.

martedì 19 maggio 2009

L'Italia del Grande Imbonitore

Di questo paese che resta
se non un profondo squallore?
La gente che ancora rimpiange
il sogno d'un bel dittatore.

I morti stecchiti fotografa
ma piange per il vincitore
dell'ultima droga mediatica:
il mistero di un certo “fattore”.

S'accartoccia in lamiere sconnesse
ogni notte e ogni giorno di festa
ma poi invoca chi fece Promesse
di difendere il vuoto che resta.

Ogni legge va bene per l'altro:
“La rispetti! Io faccio da me.
Sono furbo e abbastanza bastardo:
Prendo due e ne rubo tre.

Ma la colpa di questa deriva
non è mia, né mai lo sarà.
Su affrettiamoci a prendere a riva
sabbia fine per fare città!

E se poi tutto crolla in due anni
sarà causa la fatalità:
piangeremo un pochino, commossi
dalla nostra solidarietà.

E non osi nessuno gridare
per quel giovane mondo distrutto,
dire che si poteva evitare....
Ora è solo il momento del lutto!

E tra un mese chi se ne ricorda
tutti presi tra troni e tronisti
le veline i divorzi e Corona,
altro che gli Abruzzesi un po' tristi!”

E la sabbia trionfa pian piano,
pervicace mantello incolore
sull'Italia che bacia la mano
del vincente suo Imbonitore.

lunedì 18 maggio 2009

Schiavi

Il bracciale che indosso stasera
è forse lo stesso che rifletteva
le luci d’un mondo lontano,
infiammando l’angolo sporco
in cui giaceva la schiava romana
aspettando l'amante patrizio.

Il tuo profumo mi ricorda
l’olio speziato cosparso
sul corpo del gladiatore,
la cui essenza, mista a sudore,
eccitava la matrona annoiata.

Siamo schiavi in vendita
al migliore offerente.
Sulla piazza del mercato
decantiamo le nostre virtù
e temiamo l’atroce concorrenza
ben sapendo che chi rimarrà solo
dinanzi alla folla feroce offrirà
vivido pasto alle bocche voraci.

Nella Suburra della vita,
le vesti discinte, bramiamo
la conquista di un padrone,
cui donare ogni nostro problema
che non conosce soluzione.

Artemìso, una catarsi di tanti anni fa :)

Lord Byron

Artemìso Artemìso
Col il falso tuo sorriso
Un bel dì all’improvviso
Il cammino mio deluso
Hai trafitto con un fuso.
Se sei matto oppure no
Questo mai io lo saprò
Se di stronze ne hai incontrate
Anche molte tu le hai usate
Per giocare sempre e spesso
Al “tu sai che son depresso!”.

Fai la vittima delusa
Ma sei tu quello che usa.
Coccodrillo de ‘sto cazzo
Vampiraccio da strapazzo.
E così tutti noi quanti
Che vicin ti siamo stati
Ora dopo grandi pianti
E esser stati calpestati
Ci auguriamo con il cuore
Che patisca tu il dolore
Che hai imposto a noi innocenti
Mozzarelle dei tuoi denti.

Chi ti dice sei passato
Come un treno sferragliato
Su di lui e l’hai lasciato
Per un anno ormai schiantato.
Chi la psiche s’è bruciato
E pelato è diventato
E si nutre di pasticche
Dopo il tuo due di picche.
Chi malata nel passato
Il suicidio già tentato,
Dopo che l’hai abbandonata
Alla bulimia s’è data.

E la lista non finisce
Dei cretini fatti a strisce
Dal tuo spirito malato
Alla cacca ormai votato.

Ma ricorda ragazzino
Capriccioso e stupidino
Che ti sveglierai un mattino
All’incontro col destino.
E allora capirai
E per te saranno guai
Che il male che tu fai
Di rimando tu riavrai.
Non ci sarà più perdono
Né più scuse né più inganni
Quando riceverai in dono
Tutti quanti i nostri affanni.
----------------------------------------------------------------------
Questa l'ho ritrovata in un "cassetto" e ho deciso di pubblicarla perche' mi piace, anche se non e' piu' attuale :-) L'ho scritta in un momento in cui avevo bisogno di prendere le distanze, con sarcasmo, da quello che all'epoca mi sembrava il peggior tradimento...Ora le cose son cambiate fortunatamente. Il passato e' passato, ma io non rinnego nulla. :-)

Ode a Silvana, una squallida puttana


Silvana Silvana
con la corta tua sottana
sculettando te ne vai
per il mondo a fare guai.

Sembri una santerella
di candore una modella
madre e figlia sì perfetta
moglie e amica prediletta.

Col tuo riso sincopato
tu non tieni più celato
il tuo orgoglio smisurato
che il cuore t'ha mangiato.

Finalmente io ti ho vista
come dopo l'oculista
nel tuo infimo squallore
oramai senza pudore.

Un marito ch'è un eunuco
una vita ch'è un gran buco
nero e che tutto inghiotte,
tanto a te che te ne fotte?

Il tuo affetto tu lo vendi,
ché non sai cos'è l'amore,
a chi ti offre protezione
perché solo non può stare.

Fai la pecora col Lupo
e l'Agnello a scottadito
ti prepari da due anni
con furbizia e con inganni.

Ma ricorda ragazzina
ch' io non sono una cretina
e l'agnello di sicuro
io ti renderò assai duro.

I tuoi candidi dentini
su quel capro da macello
salteranno di bel bello
come tanti soldatini...

E non servirà più allora
il tuo ipocrita rimpianto
né il sorriso tuo d'amianto
quando andrai alla malora.

mercoledì 6 maggio 2009

La Stazione


Tavoli bianchi e rossi e fioriere
di gerani profumati rallegrano
la nostra stazione di allora
all'occhio dell'amorfo turista.

Non sa che una sera d'agosto
ho lastricato di lacrime
l'acciaio di queste rotaie
dove l'erba non è ricresciuta.

Non sente ogni singola crepa
nascosta nel muro stuccato
suonare del mio grido acuto
la sera che m'hai mutilato.

Non mi vide mai quella sera
posare con mani materne
il volto dell’uomo più amato
sul quinto binario lucente.

Sferraglia già il treno in arrivo:
l'amorfo sbuffando accaldato
s’affretta per l’ultima foto
alla croce splendente di sera.