Incendio nel porto
Rossa l'acqua all'improvviso
nel riflesso del fuoco meschino
grida di uomini e donne, sagome
gettate dalle barche in fiamme.
Un uomo ubriaco canta la sua gloria,
gialle nel bagliore le sue iridi spente,
mentre la sua donna lo accompagna
danzando quell'ultimo ballo burlesco
sulle note di un canto suicida.
Triste e affascinante melodia
quella delle alcoliche Sirene:
sosto accanto a loro assaporando
quella Cupio Dissolvi dolceamara.
Il grido acuto di una bimba spaventata,
un garrito di gabbiano intrappolato,
mi scuote dall'ipnotico torpore.
E corro...
E' l'alba finalmente sul porto devastato.
Mi risveglio da un incubo e da un sogno:
la bimba è con me, tra le mie braccia,
e dorme protetta e consolata.
I vestiti anneriti coprono le mie ustioni,
ma entrambe siamo vive.
E ringrazio guardando le ceneri pietose.
Zurrieq, 18 agosto 2021

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