Di questo paese che resta
se non un profondo squallore?
La gente che ancora rimpiange
il sogno d'un bel dittatore.
I morti stecchiti fotografa
ma piange per il vincitore
dell'ultima droga mediatica:
il mistero di un certo “fattore”.
S'accartoccia in lamiere sconnesse
ogni notte e ogni giorno di festa
ma poi invoca chi fece Promesse
di difendere il vuoto che resta.
Ogni legge va bene per l'altro:
“La rispetti! Io faccio da me.
Sono furbo e abbastanza bastardo:
Prendo due e ne rubo tre.
Ma la colpa di questa deriva
non è mia, né mai lo sarà.
Su affrettiamoci a prendere a riva
sabbia fine per fare città!
E se poi tutto crolla in due anni
sarà causa la fatalità:
piangeremo un pochino, commossi
dalla nostra solidarietà.
E non osi nessuno gridare
per quel giovane mondo distrutto,
dire che si poteva evitare....
Ora è solo il momento del lutto!
E tra un mese chi se ne ricorda
tutti presi tra troni e tronisti
le veline i divorzi e Corona,
altro che gli Abruzzesi un po' tristi!”
E la sabbia trionfa pian piano,
pervicace mantello incolore
sull'Italia che bacia la mano
del vincente suo Imbonitore.
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