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mercoledì 6 maggio 2009

La Stazione


Tavoli bianchi e rossi e fioriere
di gerani profumati rallegrano
la nostra stazione di allora
all'occhio dell'amorfo turista.

Non sa che una sera d'agosto
ho lastricato di lacrime
l'acciaio di queste rotaie
dove l'erba non è ricresciuta.

Non sente ogni singola crepa
nascosta nel muro stuccato
suonare del mio grido acuto
la sera che m'hai mutilato.

Non mi vide mai quella sera
posare con mani materne
il volto dell’uomo più amato
sul quinto binario lucente.

Sferraglia già il treno in arrivo:
l'amorfo sbuffando accaldato
s’affretta per l’ultima foto
alla croce splendente di sera.


4 commenti:

  1. Ma questa è nuova!!!!!!!!
    Dài ti prego, facciamo qualcosa, pubblichiamole!

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  2. Non sente ogni singola crepa
    nascosta nel muro stuccato
    suonare del mio grido acuto
    la sera che m'hai mutilato.

    Non mi vide mai quella sera
    posare con mani materne
    il volto dell’uomo più amato
    sul quinto binario lucente.


    Questa parte mi piace moltissimo anche perchè è così musicale, sono tutti di 9 sillabe!

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  3. comunque non mi ero accorta del tuo blog,ultimamente ho abbandonato internet... che bel nome che gli hai dato!!

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  4. Grazie cara Ombretta!
    Sono contenta che tu sia passata di qua e che mi abbia commentato :-)
    Spero poi nu giorno di avere modo di vederci: il succo d'ananas in giardino vale sempre come invito.

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