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martedì 28 aprile 2009

ADAMO

Nudo, di fronte allo specchio,
ammiri la tua solitudine,
le mani create per dare piacere
accarezzano il vuoto.
Il bisbigliare sommesso
che ti accompagnava
è cessato.
E ora il silenzio creato da te
divora le tue viscere frementi.

Dalle labbra serrate serpeggia
un gemito sottile.
Hai dimenticato i gesti
del bambino che chiedeva
amore.
Gli occhi spalancati
sull’abisso del terrore,
spii, immobile, le rughe
che segnano il tuo viso
di Sfinge.

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