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martedì 28 aprile 2009

Mi hai reso l’arte
perché cantassi
la mia disfatta
intonando il peana
d’un guerriero pagliaccio.

I versi conficcati
nell’anima col piombo
stillano il sangue rosa
di un cuore tiepido.

E mentre scivolo a terra
soffocando un lamento
mi accompagna sprezzante
la tua voce possente.

Tutto è nero qui attorno
e gelo e silenzio.
Una nuova aurora
non sorgerà domani.

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